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R: Come scegliere i prodotti

Lo strumento principale che ti consente di orientarti tra i prodotti è il menu per categorie posto sempre sulla destra: dopo aver scelto una categoria, potrai sfogliarne gli articoli, ordinandoli per prezzo ed esaminandoli in dettaglio.

Un'altra modalità di ricerca è rappresentata dalla ricerca testuale, nella parte alta della pagina: inserisci il testo di tuo interesse (ad es: “diamanti”) per visualizzare tutti gli articoli attinenti.

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R: Tempi di consegna

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R: Indicare un indirizzo di spedizione diverso

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R: La taglia degli anelli

Nella scheda dettagliata di ogni anello in vendita su GioielliUnici.it trovi tutte le indicazioni utili per determinare in modo preciso qual è la tua taglia.

R: I diamanti

Tutti i diamanti sono rari, ma alcuni sono più rari di altri e quindi di maggior valore. Per determinare le caratteristiche e il valore di un diamante bisogna conoscere le 4C. La migliore combinazione di queste quattro caratteristiche determina il maggior pregio del diamante.


Peso in carati (Carat weight)
E' la caratteristica più facile a determinarsi. Il carato è un'unità di misura decimale che corrisponde a 1/5 di grammo. Ogni carato è diviso in 100 punti.


Purezza (Clarity)
Grazie alla sua origine naturale, ogni diamante è unico e non ne esistono due uguali. Più un diamante è puro, più è raro e prezioso. Tuttavia, la maggior parte dei diamanti presenta delle “impronte digitali” dette inclusioni. Sono piccole tracce di carbonio rimaste imprigionate durante il processo di cristallizzazione che caratterizzano ogni diamante. La purezza di un diamante viene identificata in base alla seguente scala:

  • IF (Internally Flawless): nessuna inclusione visibile ad un ingrandimento di 10X
  • VVS1 (Very Very Small inclusions): inclusioni estremamente difficili da individuare ad un ingrandimento di 10X
  • VVS2 (Very Very Small inclusions): minime inclusioni difficilmente osservabili ad un ingrandimento di 10X
  • VS1 (Very Small inclusions): inclusioni non facilmente osservabili ad un ingrandimento di 10X
  • VS2 (Very Small inclusions): inclusioni osservabili ad un ingrandimento di 10X
  • SI1 (Small Inclusions): inclusioni facilmente osservabili ad un ingrandimento di 10X
  • SI2 (Small Inclusions): inclusioni evidenti ad un ingrandimento di 10X
  • I1, I2, I3 (anche conosciuti come Piquet): inclusioni più o meno visibili anche senza ingrandimento

Scala purezza diamanti


Colore (Colour)
Più un diamante si avvicina alla totale assenza di colore, più è raro e prezioso. Quindi, paradossalmente, il miglior colore di un diamante è il non colore. Il grado di colore di un diamante viene indentificato in base alla seguente scala:

  • D-E: senza colore, bianco eccezionale
  • F: senza colore, bianco raro
  • G: quasi senza colore, bianco raro
  • H: quasi senza colore, bianco
  • I-J: quasi senza colore, bianco con leggera sfumatura di giallo
  • K-L-M-N: bianco con sfumatura di giallo
  • O-P-Q: giallo molto leggero
  • R-S-T: giallo leggero
  • U-V: giallo

Scala colore diamanti


Taglio (Cut)
Il taglio è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce, quindi a miglior taglio corrisponderanno migliori brillantezza, scintillio, fuoco. I tagli più comuni sono i seguenti:

Taglio diamanti
R: Gli anelli Rivière

Gli anelli “Rivière” si caratterizzano per il susseguirsi di pietre continuative (tutto giro) lunga tutta la circonferenza dell'anello.

Il costo medio di questa tipologia di anelli tende ad essere interessante a causa del numero elevato di pietre utilizzate (in genere almeno una ventina) e quindi la conseguente elevata caratura totale, oltre che per la lunga lavorazione perimetrale e la necessità di predisporre un insieme di pietre omogeneo per colore, purezza e taglio.

R: I bracciali Tennis

I bracciali “Tennis” appaiono come una successione di castoni mobili e pietre che girano tutto intorno al polso, fino a ricongiungersi (una costruzione quindi simile a quella degli anelli Rivière).

Sono bracciali importanti, che richiedono un numero elevato (40-45) di pietre uniformi in quanto a caratteristiche di colore, taglio e purezza, da cui il costo medio piuttosto elevato.

R: L'acquamarina

E' la trasparenza la particolarità dell'acquamarina che da sempre affascina tagliatori e gioiellieri: nel Medioevo tagliavano le acquemarine di colore più pallido per farne delle lenti.

Gli antichi la consideravano un talismano contro le ire del dio del mare, bagaglio indispensabile per ogni navigante.

Acquamarina

Il colore tradizionalmente associato a questo tipo di berillo? La definizione più poetica della sua tinta proviene da Plinio: “Il colore del mare quando è calmo”. Ma la gamma delle sfumature è ampia: in natura il colore delle acquemarine varia dal verde-azzurro, al verde-acqua fino al blu di metilene.

Alle volte si sono pietre che mostrano delle inclusioni: lamine di biotite disposte a pioggia, cristalli d'albite a forma di crisantemo o fiocco di neve, minuscole lamelle micacee oppure inclusioni solide che ricordano le impronte. E sono proprio queste irregolarità del cristallo che danno l'aspetto lattiginoso alla varietà “milk”.

Alla fine dell'Ottocento una scoperta cambia radicalmente la vita della “pietra di Nettuno”: se sottoposta a riscaldamento (tra i 425 e i 450 C°), la pietra assume magici effetti cromatici: il colore da verde-mare vira in azzurro intenso.

Da allora questa gemma viene associata esclusivamente alla gamma del blu, il colore della non-conflittualità e della tranquillità dei sensi. Ma le sue facoltà si esplicano anche sulla vita di coppia: si ritiene infatti che essa protegga il rapporto coniugale, e proprio per questo nei paesi anglosassoni è la pietra tradizionale negli anelli di fidanzamento.

E' associata alle acque non solo nel nome, ma anche nel simbolismo e nella valenza: la sua è un'energia ricettiva, calmante e rasserenante. La cristalloterapia la usa per ridurre i fluidi del corpo: va portata intorno al collo, in quanto agisce sul chakra della gola e permette la libera circolazione delle energie in quella parte. Calma le tonsilliti, dona chiarezza alla mente e sensibilità allo spirito, favorisce l'eloquio: è particolarmente indicata per chi tiene conferenze.

Nettuno e Venere sono i pianeti in assonanza con l'acquamarina, il portafortuna di chi è nato in marzo ed ottobre, e dei Gemelli.

>> Guarda i gioielli con acquamarina attualmente disponibili

R: Il corallo

Vermiglio, scarlatto, purpureo, rosa: il corallo riassume in sé simbologie antichissime ed esercita un fascino irresistibile. Grazie all'intensità delle sue gradazioni cromatiche, il corallo parla il linguaggio impetuoso della passione, dell'audacia, della forza, ponendosi come sfida per chi nello stile ricerca l'impronta dell'eccezionalità.

Il corallo era conosciuto nell'età preistorica e in quella del ferro, era apprezzato dagli antichi greci e dai romani, dai naturalisti e dai gioiellieri, eppure fino a qualche secolo fa la sua struttura e la sua nascita erano coperte da un fitto mistero. Ancora oggi, pensandoci, proviamo un moto di stupore: in acqua sembra una morbida “pianta”, mentre a contatto dell'aria è un materiale rigido e duro.

Il corallo, un po' come nel caso delle perle, non viene dal mondo minerale bensì rappresenta una secrezione di origine naturale, prodotta da colonie di piccoli animali marini della famiglia degli Anthozoa, che si forma in rami e si fissa su qualsiasi oggetto solido: roccia, conchiglia, etc.

Corallo

Ci sono diversi tipi di corallo, a seconda della composizione e della pigmentazione.

Quelli a struttura calcarea sono i più comunemente usati in gioielleria: il Corallium Rubrium, dal colore rosso intenso fino al tenue Peau d'Ange, che è il più comune in quanto proviene dal Mediterraneo; le varietà japonicum, bianco, e secundum, proveniente da mari esotici e dal colore rosso o roseo pallido non omogeneo.

Esiste anche il corallo nero, a composizione cornea, mentre a composizione mista sono i coralli provenienti dalle Filippine e dalle Hawaii.

Come l'ambra, il corallo è considerato un contenitore di impulsi energetici, sia per il colore (=fuoco, sangue ricco di ossigeno), sia perchè deriva da piccoli organismi biologicamente attivi. La terapia naturale lo consiglia per la circolazione, ricostituente della colonna vertebrale se rosso, delle ossa in generale se bianco. Gli Scandinavi mettevano il corallo in correlazione con la runa Tyr e con la quercia, simbolo di robustezza. Gli si attribuisce il potere di portare salute, protezione, pace e saggezza.

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R: La turchese
Turchese

Gli ossidi di ferro e rame, spesso associati, sono la causa delle magnifiche tinte della turchese. Piccole macchiette bianche e venature scure derivano dalle concrezioni radiali di tenorite (un ossido di rame) e svalorizzano la pietra. Non è sempre stabile il colore della turchese, pietra cara agli orientali: lo strato di ossidazione del ferro è sensibile alla luce e quindi la tinta può variare dal blu chiaro al verde.

Questo antico minerale, che spesso nasce nella roccia madre come riempimento di fratture oppure si presenta in cristalli triclini o in masserelle compatte a struttura criptocristallina, rivela generalmente una struttura opaca e traslucida.

I giacimenti più importanti si trovano in Iran (con pietre dal bel colore azzurro intenso e uniforme), nel Turkestan, negli USA (dove il materiale è molto poroso e gessoso). Gli esemplari che vengono alla luce in Australia si rivelano macchiati e impuri, come quelli del Brasile e della Slesia. Rare sono le pietre di dimensione millimetriche, un'esclusiva dei giacimenti della Virginia.

A conferirle il colore azzurro è la presenza di rame, il metallo abbinato tradizionalmente alla femminilità, quindi a Venere.

La turchese viene anche considerata una pietra “di protezione”, infatti essendo di materiale poroso e tenero, tende ad assimilare le energie negative, “purificando” così chi la indossa.

Andrà sostituita quando sbiadisce o se le tonalità del verde si intensificano, significa che ha esaurito la sua funzione di assorbimento. Un consiglio per la turchese è infatti, valido anche per le altre gemme di tipo poroso, quello di stare attenti a non riporle vicino fonti dirette di calore, ai saponi, ai profumi, alla lacca per capelli e alle creme.

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R: La giada

Tutte le antiche culture hanno tenuto in alta considerazione la giada. Secondo la kabala ebraica, era questa la sola pietra sacra su cui si poteva incidere “io sono chi sono” (Jehovah), uno dei dodici nomi di Dio. Gli Atzechi ne facevano maschere mortuarie, ritenendo che garantisse l'incorruttibilità; i cinesi avevano la consuetudine di porne dei pezzetti nelle fondamenta delle case, per preservarle da calamità naturali e assicurare serenità a chi vi abitava.

Giada

Ovunque alla giada è stata riconosciuta la facoltà di essere benefica ai reni: il nome stesso deriva da un'espressione spagnola che significa “pietra dei fianchi”, mentre il minerale che le è più simile, il suo alter ego si chiama nefrite: proprio come l'affezione renale contro cui viene impegnata.

La giada appartiene alla sottoclasse degli inosilicati. La si conosce per le sue splendide sfumature verde intenso (giada imperiale), ma in realtà ne esistono diverse varietà: la giada lavanda che deve la sua colorazione alla presenza di ferro, la varietà gialla, rossa o arancio. La giada dal colore verde scurissimo che sembra nero viene chiamata cloromelanite.

Giadeiti colorate sono riscontrabili nei giacimenti di rocce particolarmente ricche di sodio della Birmania e in Guatemala. Altre località di ritrovamento sono il Messico, il Giappone, e la California.

Le diverse coloriture hanno sempre permesso un uso diversificato di questa pietra: dall'oggettistica ornamentale alla gioielleria. Sin dai tempi antichi la giada è stata tagliata “all’occorrenza” e intarsiata con destrezza manuale. In gioielleria il taglio più comune è a boule o a cabochon ovale.

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